Fuga di informazioni aziendali: le minacce spesso vengono dall’interno
Fuga di informazioni: spesso le aziende non ne sarebbero consapevoli
Questo quanto emerge da un sondaggio condotto da Websense durante la recente conferenza sull’e-Crime tenutasi a Londra
MILANO, 21 maggio 2007- Vengono dall’interno le principali minacce per la sicurezza dei dati dell’impresa. Questo è ciò che pensano i partecipanti al congresso annuale sull’e-Crime tenutosi a Londra a fine marzo interpellati da Websense. Secondo il 59% degli intervistati (il 15% in più rispetto al sondaggio condotto lo scorso anno sempre al congresso e-Crime), preziose informazioni riservate oltrepasserebbero i confini dell’azienda o per cause accidentali o trafugate di proposito.
Dei 105 professionisti della sicurezza informatica provenienti da diversi paesi che hanno risposto al questionario: ben il 64% ritiene che se un furto di informazioni si verifica in azienda è perché il management non ha preso le necessarie precauzioni. Del resto, dice il 95% del campione, spesso le aziende nemmeno si accorgerebbero del verificarsi di tali episodi.
Ciononostante, ben poco sembra essere stato migliorato dall’anno scorso a oggi nell’approccio alla sicurezza da parte delle imprese, giacchè solo il 10% degli intervistati (appena il 2% in più dell’anno scorso) ritiene che le aziende adottino un approccio preventivo alla problematica della sicurezza.
Altri risultati del sondaggio:
- Le violazioni della sicurezza costano soldi – il 26% degli intervistati concorda che la fuga di informazioni può costare a un’organizzazione dal 2 al 5% del fatturato annuo.
- Un intervistato su sette ritiene che le fughe di dati siano un fenomeno diffuso – il 15% ritiene che quasi tutte le aziende abbiano sperimentato un episodio di divulgazione di informazioni riservate nell’ultimo anno
- I dipendenti sono l’elemento chiave per la sicurezza – ai dipendenti, gli intervistati attribuiscono un ruolo chiave per la tutela dell’integrità dei dati (84% del campione); seguono il dipartimento IT (79%) e il Consiglio d’Amministrazione (74%)
- La proprietà intellettuale è giudicata meno importante – a sorpresa, il 42% del campione considera la protezione dei dati sui clienti più importante di quella della proprietà intellettuale (31%)
- Aziende ancora poco proattive in materia di sicurezza - il 59% degli intervistati ritiene che l’approccio prevalente alla sicurezza da parte delle aziende sia ancora di tipo reattivo; il 31% ritiene che le imprese adottino un approccio sia reattivo sia preventivo; solo il 10% ritiene che le aziende affrontino la questione in modo preventivo.
- Le leggi spingono le aziende a investire in sicurezza – il 62% ritiene che normative come la Direttiva sulla Privacy dell’Unione Europea e la Sarbanes Oxley abbiano contribuito a convincere le aziende ad allocare più budget per la prevenzione della fuga di informazioni
- …Ma sei intervistati su dieci ritengono che gli investimenti IT siano insufficienti – il 60% ritiene che i budget IT continuino a essere decisamente inadeguati al livello crescente delle minacce alla sicurezza.
“Questo sondaggio evidenzia che in materia di sicurezza le aziende sono ancora prevalentemente concentrate nella lotta alle minacce provenienti dall’esterno, mentre ancora scarse sono le misure poste in campo contro i rischi posti dalla fuga di informazioni che può avvenire all’interno dell’azienda. Addirittura, solo il 5% degli intervistati ritiene che le aziende siano a conoscenza degli episodi di divulgazione accidentale o intenzionale di informazioni riservate. Si tratterebbe dunque di una minaccia silenziosa, ma non per questo meno reale, contro la quale un approccio di tipo preventivo è senz’altro quello più consigliabile”, ha commentato Maurizio Garavello, country manager di Websense Italia.
Il campione del sondaggio
Il campione di questo sondaggio internazionale è composto da 105 degli oltre 500 professionisti della sicurezza informatica di 19 paesi che hanno partecipato all’e-Crime Congress che si è tenuto a Londra il 27 e 28 marzo 2007. Gli intervistati comprendevano professionisti operanti all’interno di aziende private e pubbliche nonché esponenti delle autorità dedite alla lotta alle minacce alla sicurezza.
Websense, Inc. (NASDAQ:WBSN) protegge più di 25 milioni di dipendenti dalle minacce esterne e interne alla sicurezza. Unendo la tecnologia ThreatSeeker in grado di identificare e categorizzare in modo proattivo le minacce veicolate dal web e la tecnologia di prevenzione della fuga di informazioni, Websense aiuta a rendere i computer più sicuri e produttivi. Distribuite attraverso il canale dei propri partner, le soluzioni Websense aiutano le aziende a bloccare i codici maligni, prevenire la perdita di informazioni confidenziali e gestire l’accesso a Internet anche tramite reti wireless. Per ulteriori informazioni: www.websense.com.

















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